La chiesa attuale presenta una pianta centrale, suddivisa in tre navate, nel centro si innalza una grande cupola, nascosta esternamente da un tiburio ottagonale. La cupola si regge su quattro piloni, in ciascuno dei quali è ricavata una nicchia, ove è collocata una statua colossale di Evangelista, con alla base lo stemma della città, l’aquila romana in campo d’oro con le sbarre rosse. La chiesa si articola in quattro campate maggiori, attigue alla cupola, coperte da volta a crociera e quattro campate minori, coperte sempre da volta a crociera ed impostate contro archi minori nascenti a metà altezza dei piloni. Il presbiterio, sopraelevato rispetto alle navate, è delimitato da una balaustra in marmo; dietro l’altare maggiore c’è il coro, di impianto circolare con scranni lignei. I sei altari, tre per ognuna delle navate laterali, sono dedicati: a destra (rispetto all’ingresso principale), a Santa Caterina da Siena, alla Madonna del Soccorso e a San Michele Arcangelo, a sinistra, a Sant’Antonio Abate, alla Visitazione di Maria a Elisabetta ed al Crocifisso.

L’aggiunta della facciata ha comportato all’interno la creazione di una campata, coperta da volta a crociera, e di due spazi laterali rispetto all’ingresso maggiore, gestiti come cappelle: a destra la cappella di Maria Bambina e della Madonna Immacolata ed a sinistra la cappella del fonte battesimale. La facciata sobria e maestosa presenta un finestrone a trifora sopra l’ingresso principale e si conclude con un timpano triangolare.

EVANGELISTI

Elementi architettonici minori

Nelle arcate di collegamento fra le campate maggiori e le minori, tra le due lesene sono collocati sette bei confessionali in noce, due del sec. XVIII e cinque dell’ottocento.

Sopra i confessionali e lungo le pareti laterali numerosi quadri ornano la chiesa. Lapidi, bassorilievi,(1) statue, quadri, presenti un po’ ovunque e provenienti da altre chiese, costituiscono preziose testimonianze di storia civile e religiosa.

Le quattordici formelle di Via Crucis, realizzate in stucco dipinto a tempera, gradevoli per morbidezza di tratti e movimenti, sono opera di Rodolfo Gambini. Su uno sfondo dipinto si trovano in altorilievo le figure dei personaggi, le cornici sono in legno dorato e hanno una piccola cimasa terminante in una croce con al centro il numero d’ordine del quadretto.

Tre lampadari della prima metà del secolo XIX, in cristallo di rocca e bronzo, pendono dalle arcate delle campate maggiori, attigue alla cupola, ai due lati sinistro e destro ed al lato anteriore. Dal corpo centrale a corona si dipartono sei bracci sostenenti ciascuna sei candele, ora trasformate in finte candele a lampade elettriche. Da tutti i bracci pendono stalattiti di cristallo di rocca.

Incassate tra le lesene sul retro dei grandi pilastri centrali sono quattro edicole sospese a pianta semiottagonale di stile neogotico, con le statue di Maria Santissima col bambino, Sant’Antonio di Padova, San Giuseppe e San Luigi. (2)

[1] All’esterno, nel pronao di destra, murati quelli relativi al sarcofago di San Bovo, del 1479, e al vescovo Pietro de’ Giorgi.

[2] È viva la devozione dei fedeli verso tali immagini. Davanti a tutti gli altari laterali ed alle edicole sono collocati portacandele moderni con finte candele votive alimentate elettricamente. La cappella del Crocifisso ove è custodita l’Eucaristia ha invece lumini di cera.